Nunzia De Falco

                          

    

       

 

 

NONNA

 

Ti guardo sorridere

ma sei realtà del passato.

Con te hai portato via un mondo.

Mi assillano inutili perché.

Ma è ancora lì un bicchiere.

C’è un’impronta. La tua.

E ho voluto bere da quello,

per ingoiare parte di te.

Esploro mucchi di verità.

Ancora aleggia qui il tuo respiro.

E non ho aperto le finestre per cacciarlo.

Respiro il tuo respiro.

T’ insinui a molecole nella mia linfa,

cucite da bagliori d’eternità.

Ci sono i tuoi capelli sulla spazzola.

Ho pettinato i miei con quella,

e sulla mia testa il profumo della tua.

Essenza velata di miele.

C’è la tua voce

che ancora rimbomba qui,

in un angolo di questa città.

E ho voluto il silenzio

per poterla ascoltare

armonia partenopea rosseggiante di allegria.

E ho toccato le maniglie delle porte

per sfiorare le tue mani col pensiero.

Rugose di lavoro di donna.

Ho indossato i tuoi vestiti

per impregnarmi dell’odore del tuo corpo,

quell’essenza di rosa lieve,

femminile e vanitosamente tua.

E mi chiamano con il tuo nome.

Il tuo mondo rivive nel mio.

Si perpetua ancora per molto.

Sottile parvenza di pensieri

che si bruciano,

raccolti in un ultimo se…

E mi muovo penso parlo vedo

sento tocco annuso rido taccio

con te in me.

Eterne insieme.

Eterne con la vita… 

 

 

 

STUDEO (HO PASSIONE)

  

Misture impastate

sanguigne, carnali

su corde nervose

d’amore: passione.

Sapore di carta

calato nei giorni. Passati.

Osmotiche penetrazioni

sensibili, di teste

bollenti e raziocinanti.

Roca la voce

del vecchio sbuffata

da un foglio socchiuso.

Infatuata dal dubbio,

mi sbatto cosciente

alle spalle consigli.

Lo apro, lo sfioro.

Infusa in altri

perché, affondo

infangata nel flusso

dei miei pensieri.

Quella che dici

certezza,

sfibra i miei brividi.

Mi getto, mi getto…

sento la pelle

ancora una volta

vibrante.

 

 

 

PASQUA 2003

 

Si consumano alveoli di paglia,

serene ustioni della calura.

Silenzio. Mi affaccio spaesata

ad un pomeriggio imbiancato

di luce gravida d’acqua.

Sola osservo il paese, mangia.

Si consuma tra dolci e tv

nel giorno di Pasqua alle tre.

Le bestie anch’esse affamate

lucertole acchiappano svelte.

In lingue ruspanti si parla

la gente incallita d’amore.

Io ti parlo arrugginita.

Con la pelle ti osservo

in mezzo al chiasso di oggi,

invaso da salsi pensieri,

affoghi il vuoto nel cibo,

barbaro tra finti civili,

professi i tuoi credi arruffati

di uomo un tempo ragazzo.

Incostante il silenzio riappare,

vestito di cori di bestie,

rapito da ritmi incoscienti,

lo scruto con occhi nervosi.

Mi graffio a due passi da te.

Batte e ribatte la chiesa,

avvolta nell’aria ribelle

del tempo che mormora già.

 

 


Nunzia De Falco, laureanda in scienze giuridiche, risiede a Salerno


Commenti pervenuti  


1.

Tra i tre testi (IN CUI HO NOTATO UN IMPEGNATIVO sperimentalismo linguistico) mi sono rivista nella poesia STUDEO (HO PASSIONE). Infatti credo che si riferisca all'amore per i testi antichi, impolverati e troppo vecchi secondo il giudizio dei più giovani, un amore che trova in te fibre di sensualità e disinteresse per questa considerazione corrente (ho letto che sei laureanda, dovresti essere giovane). Controcorrente e affascinata dal dubbio sveli tutti questi tuoi sentimenti con una gradevole "musicalità verbale".    -  Roberta M.

 

2.

 C’è tanto dolore e tanta ignavia sotto questi cieli! Anche la carne, calda e vibrante quando la passione la chiama, a volte si fa tormento e piaga. E anche le passioni si fanno di carta!

Ma non bisogna disimparare l’illusione, la resistenza e la speranza.

I tuoi versi , qua e là ancora acerbi per stile, ma per la voce compiuta hai tempo, conoscono quanto sopra, lo sospettano e si ritraggono o ancora lo gonfiano di parole.

Buona poesia con promesse per essere migliore, per elisione e compressione.               Narda Fattori.