Eva Di Betta

                          

    

       

 

 

1.    

 

Il mondo gira

come deve.

Tutto è il contrario

del giusto.

Cenerentola

non è invitata

al ballo.

 

 

2.      

 

E quando non più aprirò gli occhi,

come fessure d’una finestra chiusi,

in una pace senza confini, senza pareti,

allora non mi solleverò, in eterno sdraiata dolcemente,

non scorrerà più linfa vivida, fresca,

e non dovrò nutrire corpo, anima,

 sazia di luce rinnovata e pura.

Né temere onte, disprezzi, banali giudizi,

superficialità ignominiose.

Non più combattere a duro prezzo

radicate stolte  convinzioni.

Soltanto allora non mi accontenterò

d’una fredda sepoltura

 sotto le fronde piangenti dei cipressi.

I loro luttuosi sussurri non sopporterei,

né una cassa fredda, scura

dove il mio corpo giaccia inerme.

Non mi accontenterò.

Lasciate che le mie fluttuanti ceneri

libere da corporea schiavitù

sorvolino il cielo azzurro, attraverso l’aria impalpabile.

Ed impalpabili anch’essi, questi atomi, questi granelli di me

volteggino leggiadri,

come palloncini nei giorni di festa,

per i tetti rossi come fuoco, sfiorino il volto della gente

spirito senz’ossa,

corteggino fiori, farfalle.

Si poggino infine, dopo lungo viaggio sull’onde del mare.

 Chè amo il suo rumore.

 

 

 

3.     

 

Frammenti d’amore e d’ombra

passano attraverso finestre di luce.

Filtriamo l’ignoto.

Centellini di ambrosia magica

o veleno mortale.

Chi muove i fili dei burattini?

 

 

Poesie  tratte dalla silloge "Senso di non Appartenenza",  Kepos, Palermo, 2003

 


Eva di Betta, 24 anni, vive ad Agrigento


Commenti pervenuti  


1.

ciao Eva, anch'io preferisco le poesie brevi ed ermetiche che riescono ad
esprimere grandi concetti in poche righe. Le emozioni più belle e più
intense, quelle che toccano veramente l'anima, non si descrivono a parole,
ci si può solo provare, e se ti avvicini alla verità in pochi versi
significa che sei grande dentro.  Emiliano Morganti