Giacomo Giannone

                          

    

 

       

 

 

Una voce nel vuoto

 

 

La stanza vuota, accaldata,

lo stridio d’una macchina in frenata,

l’ululato di un cane lontano,

una voce accorata nel vuoto dispersa;

 

Vibrano nell’aria inconsueti fragori,

rumore di case abbattute,

pigolii di passeri smarriti,

il grido di Aretusa inseguita.

 

Dionisio sospettoso ascolta

dal grande orecchio gli umori

d’un popolo schiavo e leggi

detta d’imperio e sudditanza.

 

Ortigia s’adagia sul suo letto

di sale, nell’arena sventolano

trofei di gloria, nel mio cuore

il caos e segrete emozioni.

 

Mi riposo allora all’ombra

dell’alta Basilica, lacrime sul viso,

e Lei col suo limpido sguardo

a seguirmi per consolare la mia assenza.

 

 

 

Febbraio 2002

 

Si frange il mare

al mio Boeo

e la Sibilla al San Giovanni

evoca incerti fantasmi.

 

La nave al museo,

scheletro muto

d’eterne fatiche

solca acque agitate.

 

La guerra è vicina,

crollate le torri

ansia e paura

prendono il cuore.

 

Sgomenta la gente

ricorda misfatti,

narra di odii

soprusi vendette.

 

Crollate le torri

si rimane insicuri,

nubi s’addensano

sul nostro cammino.

 

Si teme la guerra,

la guerra invisibile,

la violenza l’abuso

l’orrore il terrore.

 

Ghigna la Sibilla:

“E’ guerra intelligente

di stupidi e ricchi

di poveri e sciocchi”.

 

“Ibis et redibis non”

romba il cannone

sull’altopiano infecondo

ma la virgola dove sta?

 

 

 

Sono marinai nostri fratelli  (*)

 

 

Arrancano sui gradini

della scalinata

accanto all’arco

dei Normanni

spossati stanchi

quattro fantasmi

bronzo battuto

in acqua scrosciante

due si reggono

l’un l’altro sostenendo

 

Spuntano dal mare

con sofferenza

non hanno volto

sono ombre

rose dal vento

dal sole bruciate

sono superstiti

senza mani senza braccia

sono naufraghi

di mare in tempesta

 

Hanno percorso

rotte infinite

superato insidie

fatiche lusinghe

ora si fermano

sulla nostra terra

ringraziano Dio

e guardano il mare

sono marinai

nostri fratelli

  

 

(*) Monumento di P. Consagra donato a Mazara sua città natale, per commemora re la fatica e i sacrifici della vita del marinaio

 

 

Giacomo Giannone vive a Marzara del Vallo (TP)