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Balocco bianco
Si ammanta il cielo di Chantilly blu. Arpeggia nel blu un suon di nenia annuncio di nascita “Alata”. Son gli angeli oranti che innalzano canti; e sulla cresta dell’onda sonora un pacco regalo si prepara per te Fred, “Luce d’aurora”. Un balocco bianco dalla folta criniera, che strano…! Per poter galoppare sotto le spighe del sole, lungo i sentieri ricolmi di convolvoli azzurri, che schiudono le loro corolle quando muore la notte, sotto il tocco magico di “ Dio”. E tu balocco bianco dalla folta criniera non deponi le briglie.
Le rose spampanate
Sono sbocciate di colpo le rose, tremano tenere nella carezza di Zefiro bonaccione. Si scaldano al sole, scuotendo le roride tacche. Nel vergine petto, turbina un profumo più dolce del miele. Ed io sono l’ape che ronza. Quel profumo di rose, lontano nel tempo, mi porta: “in quell’antico salotto che fu…preludio del nostro convegno d’Amore” Penso di cogliere le rose, sono rosa, più rosa le melodie inventate per te. Ad un tratto, passa il carro del sole, viaggia per caso una nube. Scende e piange sul ceppo di rose. Spampanate (le rose), si perde e si spande il profumo. Non ha più senso portarle a TE.
Ubriaco di giorno, clown di sera
Una falce di luna rientra, s’affaccia il giorno. Il ritmo riprende a martello, occhio non ha! Qualcuno è sbronzo di già, sotto l’effetto d’una ipnosi maldestra, che non concede clemenza. Col fiasco di vino piatto e malmesso pare: un “ Dolmen”, dice parole sconnesse. Pasce, lo schianto del cuore, sotto lische di sole. Ma, quando l’ipnosi concede il risveglio è tutto pimpante, s’inventa la vita di sera, per un cencio di lira. Fantasia cromatica spande a suon di nacchere, sotto la veste d’un elfo folletto e lo chiamano: “ Bravo Clown”. Ma, quando esce di scena, strappa il sipario dal cuore, son tante le pene. Grida al destino, al cielo distratto, del suo fiasco di vin non conosce: “l’effetto”.
Rosa Lepore, ex insegnante, pugliese, vive a Mirano (VE)
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