Alessandro Bacci

                          

    

       

 

 

BRICIOLE DI UN’ESTATE

 

Con l’elastico

d’un raggio di luna legato alla caviglia

mi sono tuffato in fondo al mare

ed aprendo le ostriche

ne ho rubato perle per regalartele,

quelle che hai buttato

in terra per non perderti,

quelle hai raccolto

in fondo agli occhi,

quelle che hai perso

nella fretta di…

 

Il tuo sguardo al buio

ruberebbe l’anima

anche a chi non ce l’ha,

penetrante e preciso

come un filo di luce

noleggiato al sole

che entra nella cruna

degli aghi dei pini.

 

Ci siamo detti, regalati e promessi

di tutto ma cos’è questo vuoto niente

che mi riempie il cuore?

 

I granelli di sabbia in auto che s’infilano dappertutto

sono le briciole di un’estate

che non so proprio come e non voglio dimenticare.

 

 

 

L’ETÀ IN TASCA.

 

Fuori dalla finestra vedo lungo il marciapiede

un uomo da solo che cammina sulla striscia gialla

al bordo della strada

mentre il sole

che gli colora i vestiti

appena lavati ma non firmati

scava nuove rughe,

bassorilievi del tempo

sottolineati dagli anni

che nasconde in tasca.

 

Fuori dalla finestra vedo i bambini nel cortile

che giocano a pallone

qualcosa che non faccio più da anni

e urlano una gioia di vivere

troppo grande da tenersi

tutta stretta dentro le tasche

della tuta da ginnastica.

 

Fuori dalla finestra ma…

quei mammiferi con un’anima

…mi sono rimasti dentro

e mentre ci penso mi racconto la loro storia

con il vento per colonna sonora

inventandomi

dopo cosa hanno fatto o faranno

col coraggio o l’orgoglio

di dimostrare l’età che hanno.

 

 

 

L’EQUILIBRIO.

 

Non chiedermi scusa se ami

un altro ma comunque ami,

non devi ma se proprio lo vuoi

chiedimi scusa

per avermi fatto sentire più importante di te

e dimenticato dentro una foto sulla spiaggia,

chiedimi scusa

per le lacrime che ti ho asciugato

quando ti sei innamorata d’un altro,

chiedimi scusa

per aver scelto il nome ad una figlia

che già da adesso ti somiglia troppo

per non viziare come ho fatto con te.

 

La crescerò io nostra figlia

che mi chiede una madre che non ha

mordendosi con le unghie

gli ostacoli e la fretta della sua età,

sarò geloso io di una figlia

che frequenta i lampadati

e non vuol fare altro che la cubista,

mentirò a mia figlia

dicendole che tu le vuoi bene

facendomi scrivere da Erica

false lettere firmate col tuo nome.

 

Non devi tornare

se non vuoi rompere questo equilibrio.

 

 


Alessandro Bacci, vive a Tavarnelle Val di Pesa (FI)


Commenti pervenuti  


L'età in tasca è una poesia particolare, che mi ha colpito per la sua capacità di cogliere sprazzi di vita quotidiana, dove la realtà si scontra col rimpianto di un'età che non ha costrizioni,...."urlano una gioia di vivere troppo grande, - come tu scrivi - da tenersi tutta stretta dentro le tasche della tuta da ginnastica",...mi piace l'espressione "bassorilievi del tempo" così come "mammiferi con un'anima che ti sono rimasti dentro"....e l'idea, stimolante e simpatica, di immaginare le loro storie con il vento che ti fa da "sottofondo"...ed il tempo....che sempre scandisce la vita.

Carla Marina Bariffi

 

2.

Com?è reale, caro Alessandro, ciò che racconti nella tua poesia ?L?equilibrio?.
Come dice giustamente C.M.Bariffi, sai cogliere la quotidianità e la proponi
in modo così vero e diretto, un filo saldamente intrecciato di rabbia ed
ironia.
Ruba una sorridente riflessione la ?figlia che frequenta i lampadati e non
vuole fare altro che la cubista?, specchio fedele della nostra società.
Mi è piaciuta tanto.
Sai, non scrivo da molto ma ho scoperto che mettere ?nero su bianco? i propri
pensieri  dona una sensazione di serenità e benessere, aiutandoti anche
a crescere come persona.
Ti ringrazio per il tuo commento, che ha saputo regalarmi una piacevole
ed inaspettata carezza di incoraggiamento.  Cinzia Pertegato