CROCEVIA
Saprò la verità di un
accento
e di un foglio al lato
del pontile,
mancheranno pianto e
catene
nel solco da sommare
stanco.
Forse in una festa il
rifiuto
verso alcuni dei visi
accesi,
scoperti una seconda
volta
nel più mendace dei
cammini
senza una risata
complice
che ci divida alla
fermata.
DESTINATARI
Ringhia la terra, sordo
il cerchio accanto
di destinatari sulla
fiducia
per creare da un sibilo
l’errore,
da una bugia quasi
un’abitudine
che fa fuggire e non
esiste controllo
sulla finta di corpo,
negazione
di volontà vicina, ora,
e contraria
nel ricercare orme e
piani d’azione
verso una torre dove
torni in fretta
e serbi carta: in un
attimo brucia.
INGRESSO
Vertigine il tempo che
scende,
sembra diamante anche la
striscia
sui gradini e vedi
modelli
di brividi, dall’alto
lampi
in luglio, attesa nei
mattini
e lettere come sentenze
con uno sbaglio al
recapito
nel giorno di un podio
preciso
in rosso il valore fa
male
alla mamma vecchia,
piegata
la mente, macchiata alla
fine
quando dissero: “E’
tutto uguale”.

Paolo Bartalini abita a Poggibonsi (SI)

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