Paolo Bartalini

                          

    

 

       

 

 

 

CROCEVIA

 

Saprò la verità di un accento

e di un foglio al lato del pontile,

mancheranno pianto e catene

nel solco da sommare stanco.

Forse in una festa il rifiuto

verso alcuni dei visi accesi,

scoperti una seconda volta

nel più mendace dei cammini

senza una risata complice

che ci divida alla fermata.

 

 

 

DESTINATARI

 

Ringhia la terra, sordo il cerchio accanto

di destinatari sulla fiducia

per creare da un sibilo l’errore,

da una bugia quasi un’abitudine

che fa fuggire e non esiste controllo

sulla finta di corpo, negazione

di volontà vicina, ora, e contraria

nel ricercare orme e piani d’azione

verso una torre dove torni in fretta

e serbi carta: in un attimo brucia. 

 

 

 

INGRESSO

 

Vertigine il tempo che scende,

sembra diamante anche la striscia

sui gradini e vedi modelli

di brividi, dall’alto lampi

in luglio, attesa nei mattini

e lettere come sentenze

con uno sbaglio al recapito

nel giorno di un podio preciso

in rosso il valore fa male

alla mamma vecchia, piegata

la mente, macchiata alla fine

quando dissero: “E’ tutto uguale”.

 

 

Paolo Bartalini abita a Poggibonsi (SI)

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