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COSI’ FORTE
Così forte la luce del nuovo giorno stamani
che gli occhi son ferite aperte e l’anima ne trasuda fuori
troppo esposta e inerme.
Chiudere, chiudere, far buio!
Non m’importa del giorno nudo, discinto che si svela impudico e mi si offre,
non voglio oggi soffrire.
Ravvoltolata voglio star nelle mie ombre, serrar le palpebre,
cercarmi un cantuccio isolato dalla vita e lì ristare,
cantilenandomi una consolazione senza senso.
TAGLIENTI TRIANGOLI
Taglienti triangoli, certe parole,
si piantano con destrezza repentina nelle saporose carni dell’anima
e lo squarcio s’allarga dalla punta alla base atrocemente, silenziosamente, in un terribile attonito dolore.
Ad Acapulco son detti “clavadistas” i tuffatori dall’altissima scogliera:
“quelli che si piantano in mare come chiodi” per pochi soldi a capofitto giù, fra sole e schiuma,
frettoloso e disperato ogni volta il segno della croce… ….prima del balzo nel vuoto contan l’onde.
Devo far sì che le cose cattive conficcate da quel che mi sta attorno (persone, avvenimenti, frustrazioni)
nella tenera polpa del mio intimo contino nell’interezza della vita solo istanti, prima di svanire;
siano impronta di piede bagnato sulla rupe in fretta rasciugata dal calore emanato dalla roccia.
UN DIFFUSO UMIDORE
Un diffuso umidore poi squassante, di colpo, nell’anima tua il monsone che travolge e ristora.
Finita la siccità devastante la gente bruna danza alzando al cielo ridenti mani sotto rovesci di pioggia impetuosa.
Se durerà troppo a lungo diverrà subdola insidia, pauroso sgomento, infine alluvione.
Ma ora danza la gente alzando alle nuvole gonfie rovescianti il frusciante torrente di vita magre braccia sorridenti volti bruni cantanti mani.
Beatrice Bausi Busi, cl. 1954, vive e opera a Firenze
Commenti pervenuti
1.
Le tue poesie, soprattutto "Taglienti triangoli", mi hanno trasmesso un
brivido di empatia .......mi sono sentita coinvolta e rapita dalla
fluidità con cui descrivi le tue sensazioni,....gli avvenimenti reali che
così raccontati sembrerebbero sogni, lo scontro con la dura realtà è
sempre presente ed il finale, bellissimo, fa capire che anche nella roccia
più dura è insito un barlume di quel calore primordiale.....che non
bisogna spegnere mai. Grazie
Carla Bariffi 2. Sembra banale darti un mio personale giudizio dopo aver ricevuto il tuo, ma credimi se dico che già da qualche giorno leggo e rileggo le tue poesie... Mi piacciono. E in particolare ti parlerò di "Diffuso umidore". A primo impatto è sorta nella mia mente una coreografia di danze tribali. In un secondo momento, invece, con la palese allusione a emozioni umane oltre che a fenomeni naturali, in tutta l'ultima strofa, la gente che danza "alzando alle nuvole gonfie/ rovescianti il frusciante torrente di vita,/ magre braccia,/ sorridenti volti bruni cantanti/ mani", diventa un gruppo di ballerini protagonisti d'uno spettacolo sensazionale sul palco d'un grande teatro. Questa spontanea impressione deriva da una mia certa passione e vari anni di esperienza nel mondo della danza, che mi rendono sensibile ai versi che riescono a fare di poesia, musica e spettacolo una commovente miscela di arti in realtà complementari tra loro. Grazie quindi per avermi regalato tali sensazioni. Ricambio l'abbraccio con sincerità. Nicoletta Dal Lago
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