Beatrice Bausi Busi

                          

    

       

 

 

 

 

COSI’  FORTE

 

Così forte

la luce del nuovo giorno stamani

 

che gli occhi son ferite aperte

e l’anima ne trasuda fuori

 

troppo esposta e inerme.

 

Chiudere, chiudere, far buio!

 

Non m’importa del giorno nudo, discinto

che si svela impudico e mi si offre,

 

non voglio oggi soffrire.

 

Ravvoltolata voglio star nelle mie ombre,

serrar le palpebre,

 

cercarmi un cantuccio isolato dalla vita

e lì ristare,

 

cantilenandomi

una consolazione senza senso.

 

 

 

 

TAGLIENTI TRIANGOLI

  

Taglienti triangoli,

certe parole,

 

si piantano con destrezza repentina

                         nelle saporose carni dell’anima

 

e lo squarcio s’allarga dalla punta alla base

atrocemente, silenziosamente,

                         in un terribile attonito dolore.

 

Ad Acapulco son detti “clavadistas”

i tuffatori dall’altissima scogliera:

 

“quelli che si piantano in mare come chiodi”

                         per pochi soldi a capofitto giù,

                                                     fra sole e schiuma,

 

frettoloso e disperato ogni volta il segno della croce…

                             ….prima del balzo nel vuoto contan l’onde.

 

Devo far sì che le cose cattive

conficcate da quel che mi sta attorno

                            (persone, avvenimenti, frustrazioni)

 

nella tenera polpa del mio intimo

contino nell’interezza della vita solo istanti,

                            prima di svanire;

 

siano impronta di piede bagnato sulla rupe

in fretta rasciugata

                            dal calore emanato dalla roccia.

 

 

 

UN DIFFUSO UMIDORE

  

Un diffuso umidore

poi squassante, di colpo,

nell’anima tua

il monsone che travolge e ristora.

 

Finita la siccità devastante

la gente bruna danza

alzando al cielo ridenti mani

sotto rovesci di pioggia impetuosa.

 

Se durerà troppo a lungo

diverrà subdola insidia,

pauroso sgomento,

infine alluvione.

 

Ma ora

danza la gente

alzando alle nuvole gonfie

rovescianti il frusciante torrente di vita

magre braccia

sorridenti volti bruni cantanti

mani.

 

 


Beatrice Bausi Busi, cl. 1954, vive e opera a Firenze


Commenti pervenuti  


1.

Le tue poesie, soprattutto "Taglienti triangoli", mi hanno trasmesso un brivido di empatia .......mi sono sentita coinvolta e rapita dalla fluidità con cui descrivi le tue sensazioni,....gli avvenimenti reali che così raccontati sembrerebbero sogni, lo scontro con la dura realtà è sempre presente ed il finale, bellissimo, fa capire che anche nella roccia più dura è insito un barlume di quel calore primordiale.....che non bisogna spegnere mai. Grazie   Carla Bariffi
 

2.

Sembra banale darti un mio personale giudizio dopo aver ricevuto il tuo, ma credimi se dico che già da qualche giorno leggo e rileggo le tue poesie... Mi piacciono. E in particolare ti parlerò di "Diffuso umidore". A primo impatto è sorta nella mia mente una coreografia di danze tribali. In un secondo momento, invece, con la palese allusione a emozioni umane oltre che a fenomeni naturali, in tutta l'ultima strofa, la gente che danza "alzando alle nuvole gonfie/ rovescianti il frusciante torrente di vita,/ magre braccia,/ sorridenti volti bruni cantanti/ mani", diventa un gruppo di ballerini protagonisti d'uno spettacolo sensazionale sul palco d'un grande teatro. Questa spontanea impressione deriva da una mia certa passione e vari anni di esperienza nel mondo della danza, che mi rendono sensibile ai versi che riescono a fare di poesia, musica e spettacolo una commovente miscela di arti in realtà complementari tra loro.

Grazie quindi per avermi regalato tali sensazioni.  Ricambio l'abbraccio con sincerità. Nicoletta Dal Lago