Mi piace molto la tua poesia "a rate" e mi piace che tu non abbia messo un
titolo: la guerra non ha titoli! Se ti dicessi cosa mi è
piaciuto la ricopierei ma:
Fantastico: "a chi è nato con me / uccide i sogni"
E la conclusione: "restano le mani / a scuotere le pietre / una a una"
Dall'inizio alla fine un bel gioco di pietre per descrivere cosa... una
guerra.
Arnaldo.....quanto dolore, quanto, in te e nei tuoi bellissimi versi.
Separazione, paura, dolore e abitudine vedo però che non hanno spento il
minuscolo, importantissimo lumicino della speranza....o forse è rabbia,
compressa, condensata e in attesa di esplodere come il magma trattenuto
nelle viscere di un vulcano.
Spero non ci sia in te solo rassegnazione, meglio la rabbia allora, più
vitale, meno "pura sopravvivenza".
Trovo stupendi gli ultimi tre versi, un microcosmo-macrocosmo; in tre
righe
un romanzo-fiume immenso come l'imperscrutabile CIELO D'INVERNO.
Complimenti. Beatrice B.B.