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Nei miei silenzi, dove la parola non ha voce e resta distesa come seta sul margine del mare, io rimescolo nel fondo dell’anima gli echi dei miei ricordi più belli. Cinque Terre: terrazze appese ai fili del cielo, a sbalzo sul mare. Isola del Tino: frammenti di blu che arrivano in sequenze ma subito diventano frullare d’ali, vento che increspa memorie che non so più afferrare. Palmaria: l’acqua che ieri specchiava e mandava bagliori d’azzurro, oggi, ha inghiottito, attraverso il ricordo, anche l’eco di quell’isola che amavo. Il mio volo si è sfuocato lasciandomi in bocca solo sapore di mare. Silenzi a goccia e frammenti d’eco incrociano pochi scorci di gioia. Poi mi arrivano voci, conosciute e lontane, che, ieri, promettevano cantilene per le mie notti di luna sul mare. Oggi, restano solo urli taciuti che mi fanno star male.
18/5/2003
ULTIMI SCAMPOLI D’ESTATE
Ci sediamo vicini, davanti al nostro lago, nell’ora più lunga d’agosto e più sola. E’ finita la bianca nebbia d’estate, lavata finalmente da un poco di pioggia. Si struggono di dolcezza le povere cose rimaste. Le barche nelle darsene sono mute e ferme, in attesa di un refolo per vivere ancora. Ritroviamo in questo discreto silenzio quella luce di fine giorno che solo il Garda sa dare. Atmosfere speciali, rimestio di struggenti malinconie, quasi svenimenti, ci colgono insieme per ridonarci tanta pace interiore. L’ombra verde scura dell’isola Borghese diventa umida e, vive come noi, d’acqua quieta, tra flebili luci riflesse e dolci musiche. lievi. Anche i nostri pensieri diventano freschi e interrompono lo scioglimento dell’anima. Viviamo sereni e godiamoci la sera… Finisce un altro giorno per noi, che non tornerà più…e… non sarà più uguale, domani.
28 settembre 2003
X AGOSTO 2003: PENSIERI PESANTI
Dietro le sbarre di molte carceri, sulle strade di Bagdad e di Gaza, nell’arida terra di Liberia, troppe ali, stasera, si chiuderanno in un triste canto senza poter volare almeno un volo. Nessuna stella è caduta dal cielo stanotte, non un desiderio di pace sarà esaudito né gocce d’amore scenderanno da quei Paradisi perduti. E’ arida la terra, crepata l’argilla in disegni di nuove geografie, in quel tormentato Levante, bagnato solo di lacrime e sangue. Non troverà lenimento quel bimbo che non riesce a scavare il tunnel della sua vita, in tali argille indurite. Signore, poiché la stella non è caduta stanotte, e io avrei voluto chiederle pace per chi sta soffrendo la guerra e la fame, ti prego, sfiora con un tuo respiro queste vite disperate e dona loro almeno una speranza per domani!
Estate 2003
Gabriella Cantoni Bravi abita a Gardone Riviera (Bs)
Commenti pervenuti
Io credo che una poesia debba riuscire a suscitare emozioni e raccontare qualcosa di condivisibile. E' in quest'ottica, dunque, che trovo le tue liriche molto belle, innanzitutto perchè comprensibili come contenuto ed in secondo luogo perchè descrivono situazioni e suscitano il ricordo di emozioni che appartengono ad ogni persona, ma che hanno bisogno di un poeta per essere raccontate. Anche la forma è elegante, forse manca la musicalità delle poesia classica, ma similitudini e metafore risultano assai suggestive, in tutte e tre le opere. Complimenti! - Maria Gabriella Colombini
Non appena le ho lette ho amato subito, e moltissimo, alcune tue
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