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IO
Non mi resta nulla da dire adesso che le mie parole si rassegnano a morire in pensieri… La mia testa è un utero di una donna facile
LA MIA NOTTE
Questa non è la luna ma il cielo che piange, che qualcuno gli dica di smettere o ci sarà un diluvio di stelle e sarà la prima volta nell’universo in cui moriremo sotto una pioggia di cristallo
UNA PARTENZA CHE RIAVVICINA
Sinfoniche le tue dita magiche zampillano su movimenti fragili: l’incertezza ci dipinge in questo spaccato di pura realtà. Incrinata la mia memoria è timida. Muto un silenzio lucido ci immortala su questo tempo saturo e ogni emozione si moltiplica al gocciolare ritmico delle mie cadute
Francesca Capelli, 22 anni, abita a Pergine Valdarno (AR) ed è iscritta a Chimica e Tecnologie Farmaceutiche all'Università di Firenze
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