Roberta Capodicasa

                          

    

       

 

 

 

Le navi nel porto di Siracusa

 

Le navi

nel porto di Siracusa

le ho guardate a lungo di giorno e di notte,

non so mai di dove vengono e dove vanno.

Con le loro vele

mi provocano assolutamente,

le guardo e mi ricordo,

adesso

mi ricordo

il percorso,

so ormai di dove vengo e dove vado

e una nave è il mio pensiero

frequente,

una nave è la mia poesia

più alta,

una nave è una domanda e un invito

una nave e il suo legno

è

la possibilità della navigazione.

Se anche non possiedo una nave

le navi nel porto di Siracusa

sono le mie navi,

tutte

perché

un  porto è

la pienezza del tempo,

e  allo stesso tempo

il kairos.


 

 

Per ogni istante

 

l'ordinarietà del quotidiano.

se imparassimo a vivere

la vita…

se fosse il cuore in tumulto

per ogni istante vissuto…

ma non potremmo resistere,

sarebbe troppa l'intensità

e intenso il sapore

di cui ci accorgeremmo esser pregna l'esistenza!

berremmo tutto quel sapore

e respireremmo tutto quel profumo

e saremmo totalmente inebriati...

l'istinto di sopravvivenza ci porta ad essere

quasi sempre,

infinitamente distratti.

 

 

 

Ammalarsi a vent’anni

 

Un incontro tragico e attonito

Quasi venti anni fa!

Ohimoi,

Ha di colpo interrotto il mio film.

Io col film interrotto

Il biglietto strappato

Il percorso ridotto

Il tempo tagliato,

non avrei comunque lasciato che fosse.

 

 


Roberta Capodicasa, esperta di cultura della Grecia Antica, vive a Perugia


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