Giammarco Cardillo

                          

    

       

 

 

 

VITTIME DI GUERRA  

  

Non sparate,

non fatevi scudo di noi

contro le bombe del nemico

o i rimbrotti di chi vi condanna,

siamo vittime,

ostaggi e vittime,

tutti, soltanto.

 

Non sparate.

 

Siamo bambini, madri, soldati,

siamo gente senza casa,

non spargete il nostro sangue a terra

o sulle vostre divise.

 

Non sparate sulle nostre paure,

non chiedetevi perché vi odiamo,

non importa che siate

feroci dittatori,

politici incapaci,

trafficanti vestiti da eroi

o pazzi senza cuore.

Non è il motivo a condannare gli assassini.

È l’assassinio.

 

                         Roma, 31 - 3 - 2003

  

 

NATALE MINUSCOLO

 

Non nascono bambini, in Italia,

questo natale.

 

Venissero a portarci la notizia

di un bimbo nato povero, immigrato,

qualcuno chiederebbe a piena voce

una legge per mandarlo a casa sua.

Che torni al suo paese,

insomma,

qui c’è da pensare al capitone

e ai soliti inutili regali

da riciclare o da dimenticare,

c’è da spendere e da ridere,

cullati

dal grottesco tintinnio delle posate.

Che torni al freddo e al gelo,

il terrorista,

con le sue bestie e i genitori sciatti,

che vada altrove a rovinare feste,

qui siamo pieni.

Pieni di sufficienza e di denaro

e di sorrisi allegri e spensierati,

pazienza se a guardarci da vicino

sembriamo disperati,

poveri e falsi, e senza approdi.

È solo natale:

basta sommergerci di cose,

saziarci di dolcezze

e chiamare questo scempio “tradizione”.

È natale, e in fretta finirà,

non c’è da preoccuparsi,

è già passato.

 

Si sopravvive, basta assicurarsi

che quel bambino veda luce altrove.

  

                    Roma, 26 - 12 - 2002

 

 

CENERENTOLA

 

Ci vuole un foglio

e una penna accanto al letto.

Poco altro.

Il resto è un pensiero non colto

che fatica a venire, il resto

è silenzio, e inchiostro,

e parole vuote.

Che il sonno aspetti,

ho da trovar la scarpa giusta

per lei che si nasconde,

e darle un’anima

regale, e farla bella

per quando la vorrò guardare.

Dare una forma al vuoto

e un canto al silenzio,

dare un senso

all’idea che non si vede,

farne poesia,

viva, da questa notte

e per mille ancora.

 

Roma, 28 - 1 - 2003

 

 


Giammarco Cardillo vive a Roma, dove lavora come redattore di una casa editrice.


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