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MALINCONIA
Seduto, sul traballante sgabello dei miei anni, osservo, le mie illusioni, i fumi dei miei desideri, cerco nel tempo che fu qualcosa che doni sollievo all’anima affranta, i pensieri, gravi fardelli, ondeggiano nella mente: perché il triste ottenebra il felice?
Seduto, sul traballante sgabello dei miei anni, aspetto qualcosa che non mancherà d’arrivare, trovo nelle tasche il denaro che non ho avuto mai, che non occorre più, tintinnio dei rimpianti passati, desiderio del tempo che fu quando la gioventù pareva un’invincibile armata.
Seduto, sul traballante sgabello dei miei anni, cerco, nel sorriso di un bimbo la gioia che pare scomparire con l’età che avanza, voglio aprire il mio essere alla speranza, la luce che appare sul viso sembra invitare il futuro a venire.
La paura è sconfitta, riprende a scorrere la vita.
COLORO
Coloro che hanno subito il destino ineluttabile e hanno assistito, per scelta d’amore, la morte di una persona cara hanno potuto vedere nel momento del finito che la morte non è nulla di spaventoso, non è che lo spegnersi di una fiammella che dà luce ai suoi occhi. Un nulla che svuota un corpo e lo rende libero dagli inganni della vita.
Come un fiume verso il mare la vita va verso la fine dell’umana tensione, un arcobaleno che dipinge il cielo e improvvisamente come s’è formato si dissolve lasciandoci stupiti della sensazione d’immortalità, che comunque permane nel nostro essere, ora affievolita, ma che dopo poco riprenderà vigore.
L’inganno della vita continua.
PENSIERI
Mitridatismo diffuso, nell’età dei consumi, nell’uomo a scordare il bene. Sopiti i valori atavici, pilastri di civiltà, urlano i desideri dell’avere sfondano gli argini dell’umana ragione, riducono l’uomo ad essere la caricatura di se stesso. L’uomo provato in tutta la sua esistenza dall’angoscioso desiderio di avere riuscirà con un barlume di buon senso a sconfiggere il suo decadimento?
Renato Cavagnero è diplomato all'Ist. Sup. di Scienze Religiose e vive a San Mauro (TO)
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