Daniele Ceccherini

                          

    

       

 

 

 

Il destino avete

genti nomadi

di volgere intorno pensieri

baciati dal cielo

di compiere passi futuri

che quasi non lasciano orme

e non seminate le piante

sapendo l’inganno

che il tempo vi cela

di restare a sperare

Spostate i ricordi

dietro le dune

e solo sacri amuleti

vi stanno vicino

fra un’isola e l’altra

Presto imparate dal padre

in segreto a levare le tende

Tagliare all’alba l’ormeggio

Riprendere il viaggio di ieri

verso una terra mai vostra

Amore rimane nei sassi

sulla sabbia che perde

il calore dei corpi

appena sfiorati

Solo nel sonno abitate

mie genti nomadi

 

           (1991)

 

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Fummo noi due

come nei tempi lontani

come supreme cicogne

nell’alto passando

sui volti del vostro stupore

lasciando appena una scia

quasi ultima stella

Nido non lo facemmo

sempre rifugio fu nostro

un luogo da altri smarrito

dove il sonno fu sogno

di maggio

 

             (1993)

 

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Quando nessuno vedrà passare

nubi di notte davanti alla luna

io tornerò sulla terra deserta

con gli occhi chiusi dentro il sapore

del nostro tempo lontano sconfitto

 

I confini volemmo rubare i segreti

 

Non abbiamo più sogni da fare

viene adesso l’ultima storia

il domani ci aspetta con calma

oltre le nuvole non si può andare.

 

  


 


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