Michela Cinti

                          

   

    

 

SCHHHHH!

 

Silenzio per favore!

Ho voglia di sentire

Il senso di vuoto che mi circonda,

ho voglia di conoscere

rumori veri

attutiti dall’aria del giorno:

voglio sapere

come batte il mio cuore,

come strilla la mia anima

assetata di quiete.

 

Silenzio per favore,

ho voglia di ascoltare

il chiacchierio delle gocce piovane

che sento confusamente

 nel frastuono dei claxon e

nella rabbia delle vostre imprecazioni.

 

Silenzio per favore,

volete stare zitti!

Ho voglia di gridare…

 

(9/12/’97 )

 

 

S. VALENTINO

 

Sei come acqua nel deserto,

come pane appena sfornato:

fresco e caldo nello stesso momento.

 

Il mio amore per te è sbocciato

Come fiore di cactus,

ho il cuore trafitto

dalla freccia di cupido.

 

Ma perché non ti ha colpito

Il mio cuore sincero?

 

Perché non hai capito la mia anima

che ti chiamava?

 

Perché non hai seguito il mio

Sentiero d’amore?

 

Una cosa sola chiedevo:

che tu mi stessi ha sentire…

dove sei finito?

 

(14/02/’01 )

 

 

STRANA NOTTE DI NATALE

 

Niente doni per Natale,

Babbo Babbo ha l’influenza!

Si è sentito proprio male

E hai bambini chi ci pensa?

 

Ecco arriva la cicogna:

Il rosso sacco stringe forte,

vola in alto col suo becco,

lascia i doni sulle porte.

 

Se le feste son finite

E sentite a un tratto un pianto,

ha lasciato di sicuro

 un fagotto alla porta accanto.

 

Ora alzate gli occhi al cielo,

perché anch’io son sbalordito:

slitta, renne e Babbo Babbo

che di bimbi è ben fornito.

 

(Natale 2002 )

 

 


Michela Cinti, 21 anni, studente, abita a Nettuno (Roma)


Commenti pervenuti  


Nella tua prima poesia si sente la tua giovinezza: infatti sembra una canzone, non intendo quelle che scalano le classifiche, quelle che escono di catalogo ma si meriterebbero molto di più, nicchia di pochi che l'ascoltano con gelosia per sentirsele proprie.  con quello spirito leggo la tua poesia.

E così anche la seconda, non ti saprei dire perchè...  ma dentro mi lascia del bene e per questo ti ringrazio.

Alessandro Bacci