Giovanni Commare

                          

    

       

 

 

3 Poesie da LA STORIA D’AMORE

 

 

1.

 

Sono contento di essere qui ora

quando declina l’anno alla minima luce

quando sono sospeso nell’attesa

che vita rinnovi nel seme d’amore.

Qui ti ha portata il moto dei pianeti

determinata a prendere quel treno

dentro le orbite della nostra galassia

contenta di essere qui ora a dirmi 

come foglia desidero posarmi sul tuo ventre.

E non altro desidero essere che questo,

il ventre su cui ti posi come foglia,

la brulla terra su cui germoglierai.

 

 

2.

 

Per chi non vive la vita sempre è un po’ più in là.

Ma noi siamo al di qua dove la vita arde

E ferisce l’amante che fa paura alla sua amata,

Come se troppo amore possa fare male.

 

Ma questo avviene e il seme del bene

Non dà visibile frutto sulla rosa del deserto.

Sfugge alla tua forma desiderio d’amore

E l’immagine di me in te non lascia orma.

 

3.

 

(dell’io)

 

Sono così forte nella piccola gioia

Che la volontà si piega all’armonia del corpo

Come le tamerici al vento di scirocco.

 

Così ritrovo in te un segno d’infinito

Di cui – se mi allontano – mi riconosco orfano.

Umano troppo umano il vecchio io

 

Dimette i panni eroici e se ne va in vacanza

In riva al mare azzurro. Il bimbo ancora scava

- Un poco più lontano - pozzi nella sabbia.

 

 (del tu)

 

Tre giorni ancòra lasciami dormire

Che ho un sogno da finire.

Questo è ciò che mi spetta,

semplicemente ciò che dalla vita mi è dovuto.

 

Verrà un’alba in cui non saremo più.

Ma ora siamo qui sul filo d’orizzonte

Nel punto d’equilibrio del presente

 

(nell’esaltazione del meriggio appena cede

la furia dei venti celebra la nuova epifania

il danzante Dioniso e ha due frecce all’arco).

 

Un varco.

Ancòra un varco, ancòra.

E oltre.

 

 


Giovanni Commare, siciliano, vive ed è insegnante a Firenze.


Commenti pervenuti  


non so commentare poesie , ma queste sono le tue più belle.

grazie. ciao maria martini