Carmelo Consoli

                          

    

       

 

 

 

Pozzanghere d’Oltrarno

 

La pioggia è cessata,

durava da giorni.

 

Sono uscito in strada,

come una lumaca,

ad annusare l’aria fresca

d’Oltrarno che sale

dalle pozzanghere ;

cala un vento lieve

da Bellosguardo.

 

Oltrarno questa sera

è una piena di pozzanghere colorate;

cartoline a specchiare

luci di lampioni e

botteghe d’altri tempi.

 

Anche la mezza luna,

riapparsa dopo la bufera

la puoi vedere.

 

Rasento le mura,

aggiro le grondaie sfondate

che suonano ancora di pioggia

e piazza Tasso è alle spalle,

via del Leone,

piazza del Carmine,

il ponte vecchio a due passi

e poi?

e poi non saprei.

 

E’ qua che cerco i miei versi

e il tuo volto di madonna fiorentina,

e le voci e gli odori sanguini

di S.Frediano;

 

Tra le mie bolle d’acqua,

pozzanghere d’Oltrarno.

   

  

 

L’asceta

 

Di diventare sogno

un immobile asceta

e succhiare il miele divino;

perduto come sono

in un moto perpetuo

attorno alla mia croce.

 

  

 

Profumo di cielo

  

Ho venduto il mio vestito di certezze

per una insostenibile ombra che mi inquieta

di giudizi; ma al suo profumo non resisto

dolce-amaro di tormento e d’estasi.

 

 


Carmelo Consoli, nato a Catania, vive e lavora a Firenze


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