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Pozzanghere d’Oltrarno
La pioggia è cessata, durava da giorni.
Sono uscito in strada, come una lumaca, ad annusare l’aria fresca d’Oltrarno che sale dalle pozzanghere ; cala un vento lieve da Bellosguardo.
Oltrarno questa sera è una piena di pozzanghere colorate; cartoline a specchiare luci di lampioni e botteghe d’altri tempi.
Anche la mezza luna, riapparsa dopo la bufera la puoi vedere.
Rasento le mura, aggiro le grondaie sfondate che suonano ancora di pioggia e piazza Tasso è alle spalle, via del Leone, piazza del Carmine, il ponte vecchio a due passi e poi? e poi non saprei.
E’ qua che cerco i miei versi e il tuo volto di madonna fiorentina, e le voci e gli odori sanguini di S.Frediano;
Tra le mie bolle d’acqua, pozzanghere d’Oltrarno.
L’asceta
Di diventare sogno un immobile asceta e succhiare il miele divino; perduto come sono in un moto perpetuo attorno alla mia croce.
Profumo di cielo
Ho venduto il mio vestito di certezze per una insostenibile ombra che mi inquieta di giudizi; ma al suo profumo non resisto dolce-amaro di tormento e d’estasi.
Carmelo Consoli, nato a Catania, vive e lavora a Firenze
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