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LO STRAPPO NELLA VITA
Il silenzio del cuore non spaventa nel verde scintillante. L’urlo silenzioso della natura colpisce l’anima come una carezza. Nessuno prova a scuotere le argentee gocce di pace stillanti da tele fatate…
Silenzio, rombante Di suoni sinistri; terrore, pervaso di muta solitudine ci accoglierà domani. Invano, nel cupo ronzio, cercheremo di ascoltare il battito del nostro passato.
Ritorno, pensando al ritorno, vivremo le ore e i minuti; saranno ponte o traghetto nel tempo, sinché gli occhi s’allagheranno d’azzurro e di verde, e, ancora, selvaggio, nel vento, risuonerà il canto del bosco. Allora noi, tuffati nel sordido mondo, strisceremo fuori dalle nostre spelonche per unirci al coro.
AUTUNNO A MILANO
Ancora stormiscono al vento i rami di alberi bradi; e già, questi poveri esseri, offesi dall’uomo, mostrano segni di resa. Son sordi rumori, di foglie cadute, gli schianti, di qualche castagna, staccata da ramo e perduta; sul duro selciato. Ancora un momento e la dolce stagione, sarà sopraffatta dal grigio bagnato di un cielo che cade a brandelli.
LA MIA VALLE
Suoni di antichi silenzi, sciacquìo di torrenti, vago tintinnìo di campane, aggrediscono e uccidono angosce e tormenti. La valle del tempo perduto è assorta nel suo dolce, perpetuo calore. Odori, rimasti sospesi nell’anima, appagano tutti gli olfatti. Ecco i bambini, ormai anziani, i giovani, vecchi! La pace, la gioia d’un luogo d’infanzia felice… E volo, insieme alla vita, lontano da questa mia valle, fra mille feroci banditi che, assurdi, rapinano solo i ricordi.
Emanuela Crevato è nata a Frutigen (CH) nel 1952 e vive a Milano.
Commenti pervenuti
Ti faccio i miei complimenti, le tue poesie mi hanno regalato una bella
immagine, in particolare "autunno a Milano" ha avuto la capacità di
esprimere armoniosamente, in poche righe, la triste consapevolezza del
rigore della mia città. - Roberta
Bernasconi
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