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Trittico : IL PRIMO GIORNO D’AMORE
L’innocenza
All’inizio non c’era né uomo né donna né odio né amore. All’inizio era un dio con quattro occhi, con due teste e per ogni testa una bocca e due mani. La casa era una spiaggia di corallo i baci le nostre parole i sogni le nostre pistole.
Qualcuno si arrabbiò.
Dal cielo piovve fuoco, gocce incandescenti come coltelli ci tagliarono in due dalla testa ai piedi dal naso alle ginocchia dalla bocca al ventre, dove fu lasciato il segno di una imperfetta perfezione.
Un serpente dal volto indiano cucì le nostre ferite, lasciando un buco che poi qualcuno chiamò Ombelico.
La conoscenza
Fu così che quando si svegliò il giorno occhi fratelli si guardarono per la prima volta mentre bocche vergini si toccavano bagnandosi mani si sfioravano, corpi si scaldavano.
Quei corpi una volta uniti sembravano riunirsi alla perfezione come un ingegnoso gioco d’incastri, così che le bocche conobbero il sorriso il piacere e il rumore dei gemiti nella notte.
Ma non tutti conobbero la Felicità.
La vendetta
Raccontano di una splendida Stella dal nome Iside che scelse per le sue notti uno stupendo Fiore di nome Osiride. Osiride accarezzava la sua Stella notte dopo notte imparando nel buio il disegno del suo profilo, mentre le sue mani si muovevano come barche tra le onde del suo corpo e la bocca si perdeva nella prigione delle sue braccia.
Ma la Storia racconta che un giorno venne il vento e portò via con sé Osiride, spargendo nell’aria un petalo dopo l’altro. Iside seguì il vento, vagando come un’ape di rosa in rosa e petalo dopo petalo li raccolse tutti. Un vecchio mago di nome Sole soffiò tra i petali e rinacque un Fiore, ma entrambi dovettero pagare un prezzo.
Osiride fu costretto a seguire Sole dall’alba al tramonto, mentre Iside fu venduta come schiava alla Luna così che non si incontrarono mai più.
Dai loro occhi caddero piccole gemme trasparenti che chiamarono Lacrime.
Da quelle lacrime nacquero Parole. Da quelle Parole nacquero Poesie. Da quelle Poesie nacque la Storia,
che ricorda il giorno che dal cielo piovve fuoco, che ricorda il primo giorno d’Amore.
Allen Fabroni è iscritto al primo anno di università e vive a Torino
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