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La fatuità di questi canti garruli d’aprile da fronde appena accennate
la natura cova dentro una sua gioia segreta in trilli luci trifogli arcobaleni
a noi l’ansia dei marciapiedi dei ratei da pagare dei parcheggi che non si trovano sui viali.
Sui telepass in corsa le opinioni hanno la dramata consistenza delle rivelazioni mortificata assenza di visione che spegne lucciole e passioni e un senso comunque alla sassaiola di morte al dolore dello spino allo sguardo spaventato del bambino.
Nella fatuità dei pensieri dominanti c’è quell’isoletta incontaminata per violarla con lattine e amor venale dis-amore delle creature di- speranza dis- ancorata la mente dalle sue domande orfane di risposte e di progetti nel companatico e nei gadget.
Trilli d’aprile e un vuoto d’insania vortica sul mondo.
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Interfaccia dell’oblio. Stare sospesi ad una ragnatela con lo sguardo sul predatore intervalli di grandeur prima di ogni fuga per manifesta incapacità di vivere quella sola vita – una vita
Per raggiungerti oltrepasso la stanca riva dei sogni arraffo more e melagrane scavo tesori insepolti dentro il nocciolo sei dov’è più duro.
Disincanto della bambina che non conosce l’armonia del gesto rotondo dell’hula-op e si scapicolla dietro un pallone con alte grida e gesti immensi..
Chiudermi in un anfratto chiudere gli occhi la mente soprattutto donarti questo mio silenzio come un’ampolla d’olio santo.
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Che ci sia dell’intelligenza in questa rotta verso ovest di ore e giorni sulla parallasse dell’incompiuto il crederlo mi ha resa superba e inquieta – un’allodola migrante col rischio degli specchi-
Mi restano le mani nude per accarezzare le gote di un bimbo per cogliere una stilla di rugiada prima che il sole la rubi
Mi resta un cuore grande - più grande perché malato - dove nascondere un arcobaleno raro ormai a queste latitudini.
Mi resta la pacificazione degli opposti dopo tanto lavorio uno tanti e nessuno si danno ad un solo specchio che riflette il tutto disvelato.
Commenti pervenuti
i tuoi versi sono scorrevoli e sfuggenti, eppure quanto bisogna
soffermarsi per dialogare con essi! riesci a impastare un linguaggio
poetico ben dosato con dei riferimenti e dei concetti attuali che, vissuti
nella loro concretezza, sono davvero poco poetici.non hai dato un titolo
alle tue poesie...anche io talvolta non li do, è assurdo voler racchiudere
in 2 o 3 parole il pluralismo anche di un solo verso! e poi...che ognuno
plasmi le manifestazioni artistiche così come si rivede in esse...non è
vero? - Nunzia De Falco
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