Luciano Fortuna

                          

   

    

   

 

IL VESPILLONE

 

 

La storia di ricorsi ne fa tanti,

li annoda tutti e prega morti e santi.

Le differenze umane ed animali

rimangono le stesse tali e quali.

 

Si balocca con il tempo lui giocondo,

a volte sterile, consunto e poi fecondo;

rinnega con tristizia la sua razza,

il gusto tramortito via si spazza.

 

E’ duro riportate ancora in vita

la folle bipede fortezza, ora svanita,

dei fasti, antichi templi sconfinati,

le gesta degli eroi per noi vissuti.

 

Il turbamento fosco e ridondante ,

trisulco già invita a strade Sante,

la mattana dell’umano esce via

preponderante, all’uomo è la sua arpia.

 

Ridacchia in fondo al viale con portamento,

la sua livrea incupisce il cavo mento,

immoto scruta sordo il passeggero,

del suo lavoro onesto ne và fiero .

 

Tranquillo, non scompone il suo incalzare,

si sfrega le sue mani, sembra scordare

che anche quel dì di marzo le idi auguste portò,

i lustri gli sorrideranno quanto ancora non lo so.

 

 

 

UN'ALTRA AURORA

 

Le lucciole volano tranquille

nella notte buia felici fan faville,

nell’umido respiro dell’oscuro

un alito di vento soffia puro.

 

Riecheggia nella mente forte e vero

la voce lamentosa del pensiero,

che scorre lentamente senza timore

i giorni che han segnato un gran soffrire .

 

Se un arto si frattura poi guarisce,

se un mal di testa viene poi svanisce,

se passa a noi vicino un raffreddore

ti angustia per qualche ora ma poi muore .

 

Ma esso no! Richiede un grande impegno!

non si lenisce neppure con l’ingegno!

La malattia del cuore, se è amore,

s’acquieta solo nel più vivo dolore .

 

E passa tanto tempo e tanto ancora

perché sopisca piano la grande bora

di turbini, cicloni e maremoti

nell’animo ferito dai giorni vuoti .

 

E passa tormentosa un'altra aurora,

Si spegne lentamente non è l’ora

Per ritrovare il piglio fermo e certo,

Per gioire al nuovo mondo a viso aperto.

 

 

 

IL PENSIERO   PENSATORE

  

E’ lei la simpatica affettuosa morte apparente.

Ti  sublima dolcemente nell’inconscio prepotente,

ti addormenta nel profondo dell’animo sognante,

la ragione s’assopisce al mite postulante.

 

L’essenza vitale ora naviga nel mondo sconosciuto,

piroettando come un centauro indemoniato;

le visioni poco nitide e tortuose, ma poi chiare,

fanno strada alla fioca luce delle lampare.

 

Sulla barca silente si accompagna il pescatore

Per gettare le reti nell’oceano del sognatore

ricolmo di luminosi e policromi pianeti galleggianti,

già spugne e onde presuntuose, effervescenti.

 

Un groviglio voluttuoso di baldanzosi bucanieri

ricercano impetuosi, ornamenti e ricchi forzieri,

nascondendo al gentile poeta mirabile pescatore

il raziocinio dell’instancabile postulante muratore.

 

Incostante e intransigente, mansueto costruttore

scruta bramoso l’immenso foglio ispiratore,

color papiro o bianco perla evanescente,

lo riempie d’inchiostro macchiandolo lentamente.

 

Nei fondali, orizzonti di quei mari sconfinati

dove albergano i pensieri più incontaminati,

il postulante, il bucaniere e il sognatore

si fondono nell’animo del poeta narratore.

 

Egli attinge la vergine linfa Summa generosa

e solcando quella scia ancor più dignitosa

di coloro che hanno dato natali illustri

generando soavi versi in barba ai mostri,

 

a quei grandi e spietati indifferenti balenieri,

distruttori di chimere e uomini sinceri,

sempre vogliosi di denari e nuove terre,

architetti di discordie e nuove guerre.

 

Essa è forte , maestosa ed imponente

la Balena del Pensiero indipendente,

anche se soffre soffocata dall’arroganza

del potere danaroso della violenza.

 

Per fortuna le Idee son sempre vive,

non durano per un periodo come le dive;

son comete eterne che indicano il sentiero

proiettando la loro luce all’Uomo Veritiero.

 

E cosi  il neurone folle pensatore

si libera della inibizione e del pudore,

aiutato dalla limbica amica catalessi,

egli sviluppa nuovi pensieri e nuovi amplessi.

 

Articolato sulla fune come un trapezista

percorre la nuova via della memoria lesta,

come un albero rimosso da un forte vento

non lo vedi, ma lo sradica in un momento .

 

Instancabile profeta e non veggente

Raccoglie a grandi linee nella mente

ciò che sempre muove il mondo tessitore,

nuove scoperte, nuovi pensieri, odio e amore.

 


 


Commenti pervenuti  


 

La caratteristica figura che Fortuna ha riesumato dalla notte dei tempi, inondandola di un'aurea dignità poetica, ha sicuramente un suo fascino particolare. Questo necroforo della Roma antica, agghindato di tutto punto con la sua livrea mortuaria per accompagnare il defunto nel suo ultimo viaggio terreno, quasi a traghettarlo idealmente verso la vita ultraterrena, si coniuga e si interseca all'interno delle alterne vicende umane popolate da grandi traguardi e grandi sconfitte dell'uomo.

La rima baciata, apparentemente vetusta, denota, però un incalzare ritmico quasi sempre scorrevole e spontaneo che si sviluppa nella complessità oggettiva dello stile che amalgama il presente con il passato, sollecitando una lettura musicale tutta d'un fiato, creando nel suo significato più profondo, una immagine tanto fosca quanto colorata con dei paesaggi guarniti di ironico sarcasmo, che si identifica nel povero vecchietto "nero cocchiere delle morte", umile e beffardo, servo insensibile che sorride pago per il guadagno che trarrà dalla sua singolare prestazione. Le sfumature coloristiche emergono con impeto e passione nel "Pensiero pensatore" in questa immaginaria circumnavigazione introspettiva del subconsio, toccando temi attuali con riferimenti politico-sociali, esprimono con forza e senso compiuto, rimarcando e sottolineando inequivocabilmente, ciò che nel "Vespillone" può sembrare o è appena accennato: la musicalità, l'immensa visione coloristico-paesaggistica la quale immerge il lettore nel mondo irreale, ma reale nel contempo, del sogno poetico ispiratore. -  Vincenzo Bonetti