Silla Fregona

                          

    

       

 

 

MAMMAMA'

Mi tenevi per la mano
nei miei passi più piccini
sono sogni o sono veri
quei puntini là lontani

Ti ricordi come ero
sempre troppo silenziosa
in disparte me ne stavo
e nientr'altro io cercavo

Ma quel tempo poi
è cambiato e ci ha cambiate
e così ci ha lasciato
tante belle emozioni
ora siamo sole e grandi
ma che fatica imparare

Mi alimenti di consigli
ma non sempre so capire
che dai castighi si può imparare
ma per crescere si deve anche sbagliare

Ti vorrei disegnare
la mia anima ed il cuore donare
perchè tu possa colorare
con i tuoi desideri
tutto ciò che vedi

Ma quel tempo poi
ci insegnerà che non siamo mai
come vogliamo
e convivere dobbiamo
perchè non è come un treno
che uno sale e scende giù
quando è stanco di viaggiare
e non ne può più

Io ti voglio bene
anche se non te lo dico
ci ho fatto una poesia
così almeno te l'ho scritto

 

 

DONNA

Un raggio di sole illumina
il suo viso giovane e stanco
il suo cuore tenero e depresso
mentre la sua vita
stesa come un panno al vento
viene stracciata senza pietà
dagli insulti dei pregiudizi
di un  mondo senza valori
 

 


SOLA

Me ne vado lenta
sola triste abbandonata
alla ricerca di un breve perchè
di un solo se
per le vie di una città fantasma
imburrata di foschia
ma trovo un'inquietante serie
di punti interrogativi
senza la forza di curvare la gobba
e diventar così esclamativi

Me ne vado tenera
distratta indifesa confusa
alla ricerca del mio domani

 


Silla Fregona, 24 anni, vive e lavora come impiegata a Verona.


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