Luigi Barnaba Frigoli

                          

    

       

 

 

1.

 

Della beltà

d’animo e di viso di colei ch’attendo

al soglio giunto

contemplerò

esplorandoli

dello spirito

i simulacri suoi

perdendomi

in sonni tranquilli

da passione appagati

sinchè

inganno o disinganno

sul mio tetto

giungerà

la pioggia

mentre il tempo andrà scandendo

acuminati attimi

mentre l’attesa andrà creando

oniriche illusioni.

La pioggia attendendo

vestito d’amore volgare

-il fio pur dev’essere pagato-

spero in colei che tarda e che un tempo non vidi.

 

 

 

2.

 

Mute le parole, inutili.

I suoi occhi tintinnando tentennarono.

I miei occhi, velati di lacrime oramai, si chiusero.

E incuranti del futuro,

forti del passato,

mai più ci rivedemmo.

 

 

 

3. SARA

 

Si rigira

La notte

Nei tuoi occhi

Dormienti

Tessuta.

 

Scende

Sulla tua pelle

Di latte

La notte.

 

Sul mio ricordo

La notte

Danzante.

 

Avvolge

L’ombra

L’animo

Mio

Non più mio

Non più tuo

Tuo per sempre.

 

Accarezzano

Le mie mani

Quel vuoto

Che la levità conosce

Dell’amore

E del dolore

Il peso

Di quei giorni

Non più giorni

Per sempre

Giorni.

 

I miei giorni nei tuoi occhi

I tuoi giorni sul mio petto.

 

Nel terso

Cielo

Limpido

Di risa per sempre

Di gesti per sempre

Nei pensieri di sempre.

 

Rosse gocce

Di rosso vino.

Gocce.

 

Sapore d’amore

Fuggito

Scomparso

Mai assaporato.

 

Tranne una goccia.

 

Infinitamente piccola

Infinitamente immensa.

Che le tue labbra

Non più

Non mai

Assaporeranno.

 

Goccia d’amore

Goccia d’odio.

La nostra goccia.

Goccia del nostro futuro

Di anime

Compagne

Di sbronze

E di vita.

 

Mentre scende

Sulla tua pelle

Di latte

La notte.

 

Mentre danza

Sul mio ricordo

Quell’ombra

Che avvolge

L’animo

Mio

Non più tuo

Non più mio

Tuo per sempre.

 

  


Luigi Barnaba Frigoli, cl. 1978, è laureando in lettere moderne e vive a Milano


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