|
|
|
1.
Della beltà d’animo e di viso di colei ch’attendo al soglio giunto contemplerò esplorandoli dello spirito i simulacri suoi perdendomi in sonni tranquilli da passione appagati sinchè inganno o disinganno sul mio tetto giungerà la pioggia mentre il tempo andrà scandendo acuminati attimi mentre l’attesa andrà creando oniriche illusioni. La pioggia attendendo vestito d’amore volgare -il fio pur dev’essere pagato- spero in colei che tarda e che un tempo non vidi.
2.
Mute le parole, inutili. I suoi occhi tintinnando tentennarono. I miei occhi, velati di lacrime oramai, si chiusero. E incuranti del futuro, forti del passato, mai più ci rivedemmo.
3. SARA
Si rigira La notte Nei tuoi occhi Dormienti Tessuta.
Scende Sulla tua pelle Di latte La notte.
Sul mio ricordo La notte Danzante.
Avvolge L’ombra L’animo Mio Non più mio Non più tuo Tuo per sempre.
Accarezzano Le mie mani Quel vuoto Che la levità conosce Dell’amore E del dolore Il peso Di quei giorni Non più giorni Per sempre Giorni.
I miei giorni nei tuoi occhi I tuoi giorni sul mio petto.
Nel terso Cielo Limpido Di risa per sempre Di gesti per sempre Nei pensieri di sempre.
Rosse gocce Di rosso vino. Gocce.
Sapore d’amore Fuggito Scomparso Mai assaporato.
Tranne una goccia.
Infinitamente piccola Infinitamente immensa. Che le tue labbra Non più Non mai Assaporeranno.
Goccia d’amore Goccia d’odio. La nostra goccia. Goccia del nostro futuro Di anime Compagne Di sbronze E di vita.
Mentre scende Sulla tua pelle Di latte La notte.
Mentre danza Sul mio ricordo Quell’ombra Che avvolge L’animo Mio Non più tuo Non più mio Tuo per sempre.
Luigi Barnaba Frigoli, cl. 1978, è laureando in lettere moderne e vive a Milano
Commenti pervenuti
|