Gianluca Gandalini

                          

    

       

 

 

PINO MARITTIMO

 

Oggi come ieri

non ti imbarazzi

della malcelata velleità

che fuor di pudore ostenti

nel tuo mormorante arpeggio,

 

Chiodo scagliato,

caldo di fucina e infisso

da Giove stesso

su di un granitico abisso,

sentinella forse

o retroguardia

al posidonico impero.

 

Sdegnoso svetti come a sfida

nel sapido sole

dei meriggi estivi

ove il salmastro

sgretola la scogliera

e l’umida terra

mangia i nostri morti,

 

Insegnami tu

a non perdere

il vento del mattino

per non svanire come il refolo

fra le tue puntute scaglie,

 

ma della mia anima

far turbine di tempesta

e ingrossar da olio a spuma

il frangente che a te

maggior vigore arresta.

 

 

A  Z.P.  *)

 

Sono sicuro che ti piacerebbe

essere come me ora

sugli spalti di un antico forte

a guardare il mare,

 

gelido e vero di gennaio

ma brillante

sotto una lucida lama di sole

e pur sempre mare.

 

Immenso e profondo

come un sentimento

che a volte spaventa

quando non ti immergi

nel suo dolce cullare.

 

ora dove sei fa freddo

e la neve

è alta sulle tue scarpe.

Spero di poterti incontrare ancora…

 

…quanto vorrei

farti cullare da questo mare.

 

 

Maschere **)

 

Rido,

stasera di te

e di voialtri

che vivete in maschere

 

e come maschere

ballate una danza

carnevalesca

come la vostra vita.

 

Rido,

per la varietà

che portate

nella mia esistenza

 

e alla vostra vanità

rendo offesa

per quanto poco valga

col mio riso.

 

 

 

*)   Poesia edita dopo il 1° gen. 2003 - in "Silenzi", ed. Joker, Novi Ligure

**) Poesia edita dopo il 1° gen. 2003 - in "Silenzi", ed. Joker, Novi Ligure


Gianluca Gandalini, cl. 1979, è laureato in giurisprudenza e studia scienze politiche all'Università di Genova. Abita a Savona


Commenti pervenuti  


Antico lo metterei tra virgolette per non fraintenderci, ma in effetti lo sei abbastanza rispetto ai tempi..nonostante ciò il verso scorre bene in quasi tutte le poesie e le immagini sono spesso buone e gradevoli.
Facciamo intanto una distinzione tra le prime 2 poesie e l'ultima.. infatti devo ammettere di aver scritto anch'io quando ero "piccolo" una poesia sul tema della terza tua, che sfruttava la stessa immagine..ti sembra una trovata originale parlare di "maschere"? Dopo 2000 e più anni è un'immagine che è stata davvero abusata un pò troppo, forse l'ultimo ad usarla decentemente è stato Pirandello, ma ora smettiamola per favore! :) Un mio buon amico mi ha detto una volta che se volevo parlare di ciliegie avrei fatto meglio a creare una non-ciliegia e partire da lì...dopo un po’ gli ho mostrato una poesia come voleva lui e nel frattempo si era già scordato la storia delle ciliegie -_-
Invece le prime 2 poesie sono nettamente migliori anche se non amo i troncamenti tipo "fuor" ecc.. in una poesia.. Ovviamente se sei uno di quelli che ho pensato bene che meritasse un commento ci sarà un motivo, no?
Vincenzo Lombino