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PINO MARITTIMO
Oggi come ieri non ti imbarazzi della malcelata velleità che fuor di pudore ostenti nel tuo mormorante arpeggio,
Chiodo scagliato, caldo di fucina e infisso da Giove stesso su di un granitico abisso, sentinella forse o retroguardia al posidonico impero.
Sdegnoso svetti come a sfida nel sapido sole dei meriggi estivi ove il salmastro sgretola la scogliera e l’umida terra mangia i nostri morti,
Insegnami tu a non perdere il vento del mattino per non svanire come il refolo fra le tue puntute scaglie,
ma della mia anima far turbine di tempesta e ingrossar da olio a spuma il frangente che a te maggior vigore arresta.
A Z.P. *)
Sono sicuro che ti piacerebbe essere come me ora sugli spalti di un antico forte a guardare il mare,
gelido e vero di gennaio ma brillante sotto una lucida lama di sole e pur sempre mare.
Immenso e profondo come un sentimento che a volte spaventa quando non ti immergi nel suo dolce cullare.
ora dove sei fa freddo e la neve è alta sulle tue scarpe. Spero di poterti incontrare ancora…
…quanto vorrei farti cullare da questo mare.
Maschere **)
Rido, stasera di te e di voialtri che vivete in maschere
e come maschere ballate una danza carnevalesca come la vostra vita.
Rido, per la varietà che portate nella mia esistenza
e alla vostra vanità rendo offesa per quanto poco valga col mio riso.
*) Poesia edita dopo il 1° gen. 2003 - in "Silenzi", ed. Joker, Novi Ligure **) Poesia edita dopo il 1° gen. 2003 - in "Silenzi", ed. Joker, Novi Ligure Gianluca Gandalini, cl. 1979, è laureato in giurisprudenza e studia scienze politiche all'Università di Genova. Abita a Savona
Antico lo
metterei tra virgolette per non fraintenderci, ma in effetti lo sei
abbastanza rispetto ai tempi..nonostante ciò il verso scorre bene in quasi
tutte le poesie e le immagini sono spesso buone e gradevoli.
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