Maria Luperini Panna

                          

    

       

 

Il cielo dell'anima

 

Come posso passarti

la Gioia

che nel mio cuore mi vive?

Ah, potessi scoprirti, come l'acqua

del mare,

il fondale di teneri abissi,

potessi abbracciarti il dolore!

Cerchi il Cielo

d'intorno.

Alzi il viso e non vedi

nessuno,

labirinti di vane ricerche

soltanto,

quanto basta fermarsi un istante

e chinarsi sul centro dell'anima

per trovare

Qualcuno.

 

 

Piccolo Pane

 

Ti porto fuori

da questa muta chiesa,

da questa silente

preghiera.

Ti porto al sole, alla vita,

Ti porto per via

a sfiorare la povera strada

di ognuno

ché Tu la possa incensare

per Te.

Ti porto, piccolo Pane,

tra le mie labbra e l'anima,

Ti porto senza capirTi

sul serio, senza possederTi.

Ti porto per amicizia,

per non lasciarti aspettare

in una chiesa muta.

Vorrei chiudere gli occhi

sul mondo,

restare

senza vecchi pensieri per sempre,

perché si potesse rifare

il domani, sul serio,

daccapo.

Perché fosse null'altro il mio tempo

che lo scorrere

della Tua verità.

 

 

Alla fine

 

Alla fine della vita

ci troveremo così,

affiancati,

deposto il fardello della paura

che ci ha reso stranieri.

Sarà ancora possibile

darci un saluto,

darci un sorriso?

Chissà.

Davanti al mare futuro

staremo così,

in attesa.

finalmente liberi dal tempo,

finalmente insieme.

 

 


Maria Luperini Panna, c. 1958, abita a Davagna (Ge)


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