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Il cielo dell'anima
Come posso passarti la Gioia che nel mio cuore mi vive? Ah, potessi scoprirti, come l'acqua del mare, il fondale di teneri abissi, potessi abbracciarti il dolore! Cerchi il Cielo d'intorno. Alzi il viso e non vedi nessuno, labirinti di vane ricerche soltanto, quanto basta fermarsi un istante e chinarsi sul centro dell'anima per trovare Qualcuno.
Piccolo Pane
Ti porto fuori da questa muta chiesa, da questa silente preghiera. Ti porto al sole, alla vita, Ti porto per via a sfiorare la povera strada di ognuno ché Tu la possa incensare per Te. Ti porto, piccolo Pane, tra le mie labbra e l'anima, Ti porto senza capirTi sul serio, senza possederTi. Ti porto per amicizia, per non lasciarti aspettare in una chiesa muta. Vorrei chiudere gli occhi sul mondo, restare senza vecchi pensieri per sempre, perché si potesse rifare il domani, sul serio, daccapo. Perché fosse null'altro il mio tempo che lo scorrere della Tua verità.
Alla fine
Alla fine della vita ci troveremo così, affiancati, deposto il fardello della paura che ci ha reso stranieri. Sarà ancora possibile darci un saluto, darci un sorriso? Chissà. Davanti al mare futuro staremo così, in attesa. finalmente liberi dal tempo, finalmente insieme.
Maria Luperini Panna, c. 1958, abita a Davagna (Ge)
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