|
|
|
RICORDI FRANTUMATI
L' abisso sorge da luminosità recondite, si espande e canta divine canzoni. Ti fissa negli occhi ma non lo puoi vedere. La memoria è cancellata, ricordi macerati in frammenti millenari. Ruggiti, mormorii, agitazioni feconde. Il tempo non lo ricordo. L' orologio si sta sciogliendo, lo spazio diventa indistinguibile.
Inedite esplosioni blu scuro. Denari sparsi al vento. Nessun ricordo utile. Non c'è speranza nel futuro senza passato. E passato è ormai futuro. Tutto ciò che oggi è, chi sono dove sono come sono quando sono perchè sono..... ...voci noiose alla morte. Lontane. Bubbolio marino in lontananza, incoscie conoscenze.
Non capisco la memoria spaccata liquidamente sul lobo sinistro dell' uomo nero. Non capisco il luogo sacro dove vacche e donne si uniscono in un facile letto. Non riesco a contraddire il secondo piano. Il primo è semplice ma terrificante. Il secondo è paradisiaco ma impossibile.
L' abisso sorge e contiene tutto. Domani sarò un altro, non saprò più chi sono oggi. Domani sarò altrove, non saprò più dove sono oggi Domani la morte luminosa apparirà col suo strascico di schiavi che oggi più non si vede nascosto com'è dalla vostra vanità. Peccato per noi, soli nell' abisso a rimeggiare versi inconcludenti.
NOTTURNA
Con la mano sinistra monitorare i tuoi eccessi confonde i miei sensi, sprofondo in una malinconica valle colma di cavalieri dispersi.
Bianco latte e candidi sorrisi, nella notte dalle discese ripide, volevo dal tuo corpo rapire, ma il vento lì portò lontano, nel tempo senza memoria, dell'amore invocato invano.
Nella corsa dell'orgasmo sole rimasero due nude arance su un vassoio d'argento, le estirperò dal dipinto, ne farò una spremuta di aspri rimorsi e ricordi rimossi.
SCHERMA
In guardia: sei una strada piena di voci che improvvise si spengono e nulla più.
Normale poterti chiedere uno strappo alla Norma animale strano e sconosciuto lettore del tuo destino o ignavo speculatore di distanze segrete.
In guardia: attacca ! o sei forse l'ansa d'un torrente prima della cascata che mi stordisce dormiente mangiatrice d'asfalto....
...un gioco di scherma tra due quadrati immaginari che ti rispecchiano fedeli.
Marco Magni, di Olgiate Molgora (Lecco) frequenta lettere e filosofia al DAMS di Bologna
Commenti pervenuti
|