Giovanni Nuscis

                          

 

 

 

Le poesie fanno parte della raccolta “Il tempo invisibile”, edita da Book Editore nel febbraio 2003

 

 

VIAGGI                                                                                                                  

  

I viaggi sono sogni ormai stanziali

E noi, girovaghi azzoppati

Ci ritroviamo in nessun luogo

Senza il sorriso di chi parte

Di chi arriva.

Animali impauriti

    Nel vuoto di nebbia

Incolpiamo il destino, non cogliamo i segnali.

Sciami di occhi intorno a noi sospirano

    Cipressi al vento.

Ma noi

Noi ci stringiamo lo stesso

    Ultimi a resisterci

E il nostro volto, vero, affiora

Da un gorgo di intuizioni

O da un sibilo di germinazioni

Che da un istante all’altro ci soppiantano

Blandendo il pelo d’acqua che ci nutre

Che ci disfa, quando salta l’argine

    La sete.

 

  

 

 TRANSITO SENZA CATENE

 

Siamo gocce di piovasco

Che fiori e frasche non trattengono

Siamo deboli preghiere che ricadono

    Garbatamente

    Ce ne andiamo.

L’eternità da un pezzo è cominciata

In alto come fumo

    Sale

La legione stranita

Eroica nel coprire voragini

Col sacrificio di sé.

    Non a caso ci pensiamo tranquilli

Prudentemente vicini

    Alla soglia

    Là, dove origlia il vento, si raccoglie

Il tempo: presto o tardi, cosa importa?

 

 

 

IL BUON NOME

  

Nel gioco del nome

Da dare alle cose

C’è sempre un pedante sconfitto

Voce di popolo

Echeggia

    Trionfante

Col nome prescelto.

 

Così, si disperde la voce

    Isolata:

Come un oggetto minuto

In una casba affollata.

Ma il vento continua a secernere

    Il nome

L’orecchio

Il lamento innominato

    Delle cose.

  

 

Le poesie fanno parte della raccolta “Il tempo invisibile”, edita da Book Editore nel febbraio 2003

 

Giovanni Nuscis, nato ad Ancona,  è formatore e vive a Sassari

Commenti pervenuti  

 

E' immediato il riconoscersi tra i "girovaghi azzoppati" de "Viaggi", ed è magico il senso poetico che si coglie in tutto il resto del componimento, nonostante il tuo sguardo disilluso volto alla realtà. Allo stesso modo trovo interessante "Transito senza catene", il cui finale lascia spazio a nuovi infiniti versi provenienti da qualsiasi persona. Il tuo fare poesia infatti porta a riflettere sulla condizione umana e personale allo stesso momento, toccando nel vivo, con poche parole, qualsiasi situazione e stato d'animo... Complimenti!

Nicoletta Dal Lago