Giuseppe La Spina

                          

    

 

 

 

 

 
 

I N T E R M E Z Z O    D’ A M O R E

 

I miei dolori

come ruggine dorata

ascolto

perdersi in un abbraccio

 

Emerge l’ansia

 

Esplode la voglia

la gioia di perdersi

annullarsi

tra spine che carezzano la mente

 

Fluisce

in rivoli di luce

la mia carne

 

e acceca

 

Calate la tela

dormono i riflettori

 

Lontano

serpeggia

l'eco del dolore

 

tra le maschere


 

 

D I E T R O   L  A   S T E L E

  

Vidi sorgere

il mattino

racchiuso

in una conchiglia

di luce

 

e poi sparire

 

Sparire

dietro il fumo

di una città devastata

 

dietro la stele

di un cimitero senza nomi

 

dietro la siringa

di una overdose

 

dietro un sorriso morto

 

tramonto

di una innocenza

 


 

F I U M E

  

Scorre

impetuosa

la mia indole

 

Travolge

pensieri

e riflessioni

 

Tortura gli argini

erode il letto

della vita

Tracima le gore

e non sa

non osa

quietarsi

 

Conquisterò

la mia foce

per pacificarmi

 

Godere il mare eterno

 

 


Giuseppe La Spina abita a Palermo


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