|
|
|
I N T E R M E Z Z O D’ A M O R E
I miei dolori come ruggine dorata ascolto perdersi in un abbraccio
Emerge l’ansia
Esplode la voglia la gioia di perdersi annullarsi tra spine che carezzano la mente
Fluisce in rivoli di luce la mia carne
e acceca
Calate la tela dormono i riflettori
Lontano serpeggia l'eco del dolore
tra le maschere
D I E T R O L A S T E L E
Vidi sorgere il mattino racchiuso in una conchiglia di luce
e poi sparire
Sparire dietro il fumo di una città devastata
dietro la stele di un cimitero senza nomi
dietro la siringa di una overdose
dietro un sorriso morto
tramonto di una innocenza
F I U M E
Scorre impetuosa la mia indole
Travolge pensieri e riflessioni
Tortura gli argini erode il letto della vita Tracima le gore e non sa non osa quietarsi
Conquisterò la mia foce per pacificarmi
Godere il mare eterno
Giuseppe La Spina abita a Palermo
Commenti pervenuti
|