Anche quest'altra soglia di esperienza è varcata
o superato un ulteriore passaggio d'obbligo.
MA in fondo a quest'ultimo traguardo al colmo
di un'età scandita ancora di illusioni,
nulla di veramente nuovo.
di soffocate e confuse rivolte,
di impegni delusi e mal rassegnati.
Persino sul vertice garante
di questa mia somma numerosa
di vaste e profonde vivenze non possa
che il soffio della speranza
E del respiro della vita che scorre
non avverto che sconvolte invocazioni di soccorso,
o nostalgia del disperso calore.
Quante afflizioni e quanta forza
tristemente dissuasa e umiliata!
E quanta inutile rabbia e penose miserie
e degradati abbandoni!
Io dispongo di troppo poco e al conto attuale
riporto quasi nulla.
Eppure un ricorrente sogno di intrapresa
e valori rigenerati
risolleva talvolta la fiacca ribellione
agli svantaggi umani dell'ideale.
E so di poter garantire ancoraun calmo e costante appoggio alla bontà
d'intenti
o il saLto nel buio della sublimazione assurda.
Questo è vivere o è finalmente morire.
Oggi ho rivisto quel modo d'illuminare del sole
notato un po' dovunque negli inverni.
Raggi obliqui di risonanza penetrante
con un senso di lenimento del dolore.
Luce di un tempo che una campana
suonava a morto alla lontana pieve
e i rintocchi venivano sul vento
fino all'angolo dove fremeva
un' emozione sensitiva
e un'illusione di imminente primavera.
Io parto
e nei dilatati sensi del pianto interiore
stridono emozioni umiliate.
Cade sulle ferite dell'anima
l'ultimo raggio delle cime superbe.
E mi sospendo giù nel tedio
smarrito di assenze e monotonie ossessive.
Tu intanto rimani,
bella creatura del vento,
e sulle prospettive incantate delle crode
corri crudele di bellezza e virtù impossibile.
Io muoio
e dai sensi dilatati in dissolvenza
abbandonate gemono le membra umiliate.
Cade sul pianto dell'anima
l'ultimo raggio delle stelle.
Nell'immenso mi sospendo
smarrito di eterni silenzi e tenebre;
tu intanto vivi, bella creatura del vento
e sulle azzurre prospettive del mondo corri,
smemorata e irriverente.
Angelo Leghissa, di Monfalcone (TS) laureato in lingue e letterature straniere e in
filosofia, uomo di insegnamento e di cultura, è deceduto. Poiein ha
deciso, in considerazione del caso umano e in uno spirito "turoldiano", di
acconsentire alla richiesta della vedova, Sig.ra Annamaria, e perché la
voce di un poeta rimanga ancora fra noi, che la ospiteremo con piacere almeno fino a quando questo sito
avrà la sua esile vita virtuale. Perché quello che i poeti sentono
sopravviva.
E' stata un'idea bellissima gustare
insieme la poesia di Angelo. Si percepisce come per lui fosse importante
la poesia, forse particolare valvola per vuotarsi del suo dolore.
Grazie, Sig. ra Annamaria! - Lucia Cicchino
Gentile Signora Annamaria, i poeti non
muoiono, la loro vita è intorno a noi, nelle mille vite che ci
circondano, nei mille sogni di ognuno di noi; Angelo è,( non era)
stupendo nei suoi versi, sono sicura che rileggendoli, coloro che lo
hanno conosciuto lo sentiranno vicino: Emanuela Crevato
La poesia di Angelo è parola viva, è luce che rischiara la notte. Grazie
sig.ra Annamaria per aver condiviso con noi questi preziosi versi.