Nata per iniziativa di Gianmario Lucini, valtellinese, ex sindacalista, formatore, poeta, editore, definito da molti suoi amici “costruttore di pace”, POIEIN è un’Associazione costituitasi il 20 settembre 2001 in Sondrio, ed è nata da due idee semplici ma importanti:

– finanziare, specie nei paesi in difficoltà e crisi, progetti di sviluppo autonomi, cioè decisi dagli interessati. Ovviamente si tratta di progetti monitorati e verificati, valutati come “realistici”, caratterizzati da un percorso evolutivo finalizzato al conseguimento della dignità personale tramite, ad esempio, il lavoro e lo studio;

– presentare al pubblico le opere di autori (con particolare impegno nei confronti dei giovani e giovanissimi) nel campo della letteratura della filosofia, delle scienze umane, tra le varie espressioni artistiche, criticandole, diffondendole, in modo da dar voce a forme di pensiero e creatività originali.

Negli anni, ad esempio, POIEIN ha finanziato, tra le altre cose, gli studi universitari a una ragazza boliviana, nonché si è dedicata alla promozione della poesia e della saggistica impegnate su tematiche sociali, attraverso il Premio Turoldo (dieci edizioni), il Premio Don Milani (quattro edizioni), il Premio Fortini (quattro edizioni) e il Premio per i Giovani Poeti Under 30. A supporto dell’opera culturale dell’associazione il suo presidente Gianmario Lucini, fonda nel 2012 la Casa editrice CFR che nel giro di tre anni ha pubblicato almeno cinquantasette volumi, tra raccolte di poesie (monografiche e antologie) e saggi; sedici di queste opere, critiche e poetiche, sono dello stesso Gianmario Lucini.

LA SUA EVOLUZIONE

Dopo la morte di Gianmario Lucini (28 ottobre 2014) amici ed estimatori (poeti, esperti di informatica, operatori del benessere, volontari attivi in ambito sociale, culturale a artistico) hanno continuato l’attività di POIEIN nel solco ideale tracciato dal suo fondatore.
E’ stata modificata la denominazione e lo statuto, allargandone le finalità: alla ricerca poetica e filosofica si è voluto aggiungere anche quella sul benessere, un’ulteriore specializzazione che si declina nell’ambito della salute (in una visione integrata espressa chiaramente nel documento dell’OMS) e nella ricerca di senso dell’uomo e sull’uomo che resta nel solco ideale dell’impegno civile.

A livello pragmatico l’associazione è suddivisa in due sezioni distinte, culturale e del benessere, delle quali si occupano, per gruppi distinti, ma sinergici, i soci di cui è attualmente composta.

Con la rifondazione di POIEIN il sito e la sua pagina facebook ospitano anche progetti ed eventi (conferenze, convegni, premi letterari, sulle varie arti, sulla scienza del benessere, tra antropologia, psicologia, psicoterapia, psicomotricità, filosofia, storia e attualità politica) organizzati dall’associazione stessa e da associazioni sorelle ritenute in linea con la filosofia e gli obiettivi dello statuto.

Una specificazione è tuttavia d’obbligo: dal momento che verranno promossi anche eventi e corsi teorico-pratici in settori delicati come il benessere, le proposte relative a questo settore saranno particolarmente ponderate sui criteri di rigore disciplinare e competenza, ma anche di carattere etico e deontologico. Aspetti essenziale di tali progetti dovranno essere da una parte il rispetto della dignità e della soggettività della persona, dall’altra la promozione della sua capacità di auto-determinazione e delle sue potenzialità evolutive.

LA SUA FILOSOFIA

Dal vecchio sito riportiamo il seguente scritto intitolato “A che cosa aspira Poiein” che esprime il pensiero del suo fondatore in merito alla visione dell’associazione.
Potremmo partire da questo brano del fondatore Gianmario Lucini come base di discussione allo scopo di far emergere una visione condivisa e articolata tra i soci e gli amici di Poiein:

“Se Poièin potesse avere un desiderio, sarebbe di seguir virtute e canoscenza, come scriveva Dante. E per parafrasare questa espressione, potremmo dire che non vi è canoscenza senza virtute, e viceversa. E ancora addentrandoci nel ragionamento, potremmo individuare in questa canoscenza la comprensione dell’uomo, della sua psicologia, della sua antropologia, del suo pensiero. E in questa virtute, laicamente, una ricerca di senso, che Dante risolveva nella religione e nella teologia. Non è questo, invero, un sito confessionale o religioso, anche se è dato spazio ad ogni manifestazione del pensiero speculativo sul Trascendente e a forme di spiritualità in letteratura, ma un sito aperto a tutte le idee e a tutte le ispirazioni, (fra le quali anche quelle laiche e quelle religiose) per fare in modo che esse vengano a colloquio. Vi sono cose aspetti del pensiero ideologico, infatti, che non potranno mai venire a sintesi, ma se si prende a riferimento come valore epistemico della comunicazione l’uomo in sé, allora la comunicazione, pur incessante e infinita, non cesserà mai e si trasformerà da atteggiamento puramente intellettuale e speculativo, in un atteggiamento relazionale, di rispetto, e nessuno angustierà mai la vita e le convinzioni dell’altro imponendo imperialisticamente il proprio pensiero.
Da questo approccio, che ad alcuni potrà sembrare aperto ai quattro venti e strutturalmente “debole”, può nascere, a nostro avviso, non tanto una visione comune del mondo (che sarebbe, crediamo, non auspicabile perché decisamente povera), ma piuttosto un terreno di dialogo, un modo di confrontarsi, nel campo delle arti e delle discipline umanistiche, comune a tutti, basato su un concetto democratico di confronto e nello stesso tempo su una serrata argomentazione critica di ciò che si va esponendo.
Per sua natura un sito che ha questi obiettivi deve per forza di cose essere aperto ad ogni contributo, purché si fondi su rigore disciplinare e competenza nell’esporre la materia trattata (saggistica, narrativa, poesia, studi disciplinari, religioni, ecc.). Deve però anche essere rigorosamente chiuso ad ogni forma di squalifica e di offesa al pensiero e alla sensibilità altrui, filosofica, religiosa, politica, ecc. Vale a dire che il bersaglio di eventuali polemiche (che chi scrive questa nota ama molto) e di eventuali satire, non saranno le persone, i simboli, le idee, ma i comportamenti.”