Gianmario Lucini (1953-2014), poeta, critico e editore valtellinese (CFR è stata la sua sigla editoriale), si è sempre caratterizzato per l’impegno civile della sua poesia, critica e indignata nei confronti della società ingiusta e contro le mafie di ogni genere. La sua attenzione era rivolta soprattutto al Sud, dilaniato dalle mafie, in particolare verso la Calabria, vittima della ‘ndrangheta non solo crudele, ma anche e soprattutto ignorante e miseramente contraria alla cultura e alla sacralità della convivenza giusta e solidale. E contro la ‘ndrangheta aveva organizzato un presidio per alcuni mesi sui beni confiscati ai mafiosi nella Locride, pubblicando un’antologia tematica, L’impoetico mafioso (CFR, 2011, pagg. 150, euro 12), alla quale hanno partecipato “105 poeti per la legalità e la responsabilità sociale” (come recita il sottotitolo). In proprio, ha pubblicato diverse raccolte di poesie, tra cui ricordiamo: Sapienziali, A futura memoria, Monologo del dittatore. Ha scritto libri di critica letteraria, il pamphlet Editore impostore, e ha curato molte antologie di poeti contemporanei di grande o minore notorietà, ma tutti selezionati nella qualità delle composizioni. La sua ultima fatica editoriale in è l’antologia: Keffyeh – intelligenze per la pace (a cura di Mario Rigi e Gianmario Lucini).